
La toponomastica delle strade cittadine è frutto della sensibilità del tempo in cui viene data (che è vero a volte cambia, come sta succedendo con le statue negli schiavisti in USA), ma è anche uno specchio dei tempi. Ricordare il prof. Sergio Sarti, mio padre, dedicandogli la scalinata che da piazza I° Maggio sale a via Cairoli (a destra del Liceo Stellini), significa rendere omaggio a una persona che è stata certamente pubblica (come partigiano osovano, docente allo Stellini e all’Università, filosofo, drammaturgo, fondatore di attività culturali, ecc.) ma senza protervia e volontà di protagonismo. Al contrario si potrebbe dire che il centro del suo pensiero sono sempre stati gli “altri”: nella sua concezione politico/filosofica è fondamentale il rapportarsi con il pensiero altrui e questo era evidente anche nella centralità del rapporto con gli studenti liceali e universitari, che probabilmente proprio per questo lo ricordano con affetto, avendone percepito la disponibilità. Anche l’esperienza partigiana non viene esibita, ma utilizzata per meglio comprendere e riproporre come storico gli eventi della “Osoppo” e dei suoi martiri caduti.
Una persona di grandi studi, certo, capace di coniugare cultura classica e popolare, il cui scopo non era speculativo, ma migliorare se stessi e le persone con cui si è in contatto, e con loro il mondo che ci circonda.

Quando l’Arch. Volpetti, presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo, mi contattò nell’estate del 2019 per ventilare la possibilità di dedicare di un’area cittadina a mio padre, a mia volta lo informai di alcune iniziative che erano in stato di bozza per commemorarne il centenario della nascita l’anno successivo. La sua reazione fu: tutte belle cose, ma per realizzarle bisogna spingere e pungolare…e così mi ero preparato a fare! Ma non è stato davvero necessario: ho trovato persone che sinceramente avevano piacere a portare avanti, ognuno per le proprie competenze, quei compiti che quasi sempre loro stessi si erano impegnati a fare. Il prof. Enrico Petris con il testo “La lezione di Sergio Sarti” che ne analizza il percorso filosofico e culturale; lo stesso Arch. Roberto Volpetti che raccoglie testi inediti e non in “Un uomo che ha compreso il suo tempo” sulla sua vita di partigiano Osovano; l’Ing. Vittorio Zanon che, editore de “La Nuova Base” dei due precedenti libri e avendo conosciuto Sergio da giovane, ha voluto ristampare il dramma teatrale “Missione in Nortumbria”. Tre libri per commemorare un centenario! Davvero molto, ma non abbastanza perché il “Premio Sergio Sarti”, voluto inizialmente da mia madre e dalla Prof.ssa Elettra Patti era alla XV edizione, è stato aggiornato a modificato a “Premio del Centenario”; la sua realizzazione è stata resa ancora più difficile dalle limitazioni legate al Covid. Lo stesso problema si è posto per il convegno che l’Associazione “gli Stelliniani”, presieduta dall’ Avv. Andrea Purinan, aveva organizzato in aula magna del Liceo e che in corso d’opera è stata trasformato in un insieme di contributi filmati cui hanno partecipato, oltre ai già citati Purinan, Petri, Volpetti e Patti come “conduttrice”, anche il preside dello Stellini prof. Luca Gervasutti, l’assessore alla cultura del comune di Udine dott. Fabrizio Cigolot come ex studente di Sergio, il prof. Paolo Patui e il dott. Lucio Costantini su aspetti drammaturgici e culturali. Alla fine questa modalità si è rivelata molto più adatta ai tempi attuali rispetto a un convegno tradizionale e, caricato su Youtube (https://youtu.be/o5yZmooy4K0), ha avuto moltissime visualizzazioni. La sua realizzazione è stata possibile grazie ad Andrea Marmai, che si è inserito in questo gruppo di persone, ormai più amici che collaboratori, con eleganza e professionalità; inoltre mio figlio Matteo ha strutturato il sito www.sergiosarti.net caricando tra l’altro materiale inedito scritto dal nonno in età avanzata.
Infine, a coronare questo periodo, la intitolazione della scalinata: una posizione splendida, a fianco del Liceo Stellini che Sergio ha tanto amato e percorsa da quegli studenti dai quali tanto ha ricevuto. L’istanza di intitolazione, nata per iniziativa quasi contemporanea delle associazioni “Partigiani Osoppo” e “Stelliniani”, è stata fortemente supportata dall’attività dell’ Avv. Purinan ottenendo l’adesione all’iniziativa di numerose istituzioni cittadine (Liceo Stellini, Università, Fondazione Teatro Nuovo, Teatro Club, Società Filologica, Amici dei Musei, Scuola Cattolica, Associazione LeggerMente, Università della terza età….) oltre che evidentemente l’associazione Salgari, fondata dallo stesso Sarti negli anni ’80.
Ecco! Il significato più bello nel dedicare questa scalinata a Sergio Sarti, forse sta in questo: tutte le persone che hanno lavorato per gli eventi del centenario della nascita e per la dedica della scalinata, lo hanno fatto con spontaneità e senza forzature, dedicando il proprio tempo con passione e piacere, piccolo o grande che sia il proprio ruolo per arrivare tutti insieme al risultato finale, cosa che Sergio avrebbe certamente molto apprezzato.
