Autobiografia 1954

Nato nel 1920 a Moggio Udinese -un paese raccolto sotto un’antica Abbazia, che domina la confluenza tra l’Aupa e il Fella, due torrenti che poco più a valle sfociano nel Tagliamento-, era ancora bambino quando i suoi si trasferirono ad Udine, e nella vecchia città friulana -dove tuttora risiede colla famiglia-, fece gli studi regolari, fino al conseguimento della maturità classica.

Mentre seguiva, all’Università di Trieste, il terzo anno di Scienze Politiche, doveva recarsi a compiere il servizio militare: prima nel Casentino e poi, da Sergente, nella Sabina, al corso A.U.C. di Rieti. Il giorno 5 novembre [leggi: settembre, ndc] 1943 si presentava al Reggimento, per il servizio di prima nomina a Forlì; tre giorni dopo, il collasso delle forze italiane lo costringeva a por fine alla vita militare regolare e a ritornare precipitosamente a casa, sfuggendo alle razzie tedesche.

   A Udine, iniziò subito una nuova attività: la costituzione di una formazione antitedesca, doppiamente urgente, in quanto appariva chiaramente l’intenzione, da parte dei nazisti, di trasformare il Trentino ed il Veneto in province del Reich. Altri ufficiali e sottufficiali sbandati, giovani non ancora in servizio militare, studenti soprattutto, entrarono  nella formazione che lentamente, faticosamente, ma continuamente andò allargando le sue file. Venne pubblicato anche un giornale ciclostilato dal titolo “La libertà”. Proprio quando la formazione aveva raggiunto una solida ossatura e stava per cominciare operazioni su larga scala, il tradimento ne fece scoprire ed arrestare i dirigenti. Sette giovani vennero deferiti al Tribunale militare. Sarti era miracolosamente riuscito a sfuggire e si era recato, con false generalità, presso alcuni conoscenti nei dintorni di Genova. Arrestato qui per sospetto, fu tradotto al “Marassi” di Genova dove trascorse un mese, e donde poi fu rilasciato, non senza l’intervento di qualche amico, senza che le sue carte false venisse riscontrate. Nel frattempo i compagni arrestati avevano subìto il processo e, pur cercando di scaricare sul Sarti, unico scampato, ogni colpa, venivano condannati a pene varianti da tre a nove anni, da scontarsi nelle carceri tedesche: dalle quali alla fine del conflitto, tornarono tutti.

   Di nuovo in Friuli dopo un viaggio fortunoso, il Sarti si aggregò alle formazioni partigiane della Brigata Osoppo, che aveva assorbito i resti della sua formazione, dopo l’arresto dei suoi capi. Con l’Osoppo, Sarti operò nella zona Attimis-Faedis, partecipando tra l’altro alla presa di Nimis e alla battaglia di Povoletto (settembre ‘44) e subendo due rastrellamenti, il secondo dei quali (fine settembre, primi di ottobre ‘44), parve stremare le formazioni osovane. Ferito ad una gamba proprio in quel torno di tempo, e con un inizio di setticemia, Sarti dovette riparare in città, in casa d’amici, mentre la sua abitazione era ancora sotto la sorveglianza delle SS. e suo padre, ricercato, viveva anch’egli nascosto. All’inizio della primavera, potè riunirsi alle formazioni della rinata Osoppo e rientrare con esse, al momento dell’insurrezione finale, in città.

   Nello stesso ‘45 completò con la laurea, gli studi di Scienze Politiche ed iniziò la carriera d’insegnante. Nel ‘48 si laureò anche in Filosofia e conseguì l’idoneità all’insegnamento della Filosofia e della Storia nei Licei. Attualmente, entrato in ruolo, insegna al Liceo Classico di Cividale. Ha sposato nel ‘51 una collega ed ha un figlio.

   La sua produzione letteraria è abbastanza vasta (oltre a cinque racconti partigiani, composti nel ‘47, ha scritto altri racconti e abbozzato alcuni romanzi), ma è totalmente inedita.

Udine, 1 dicembre 1954.

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